Solo formiche rosse
Il mare del tormento è ingrossato.
La gomena ha lasciato l'ormeggio
e oscilla, annaspa,
inconscia di se stessa.
Il vento della speranza è mutato.
La corrente del sangue
accelera nell'arco aortico,
s'arrampica
sulle rocce della coscienza,
precipita,
lasciando vuoto il mio cuore.
E scrosciano gelide le parole,
come una pioggia di sassi
di borghesi arroganti,
selezionate, catalogate
con neurotica indifferenza
sulla mia angoscia odierna,
sulla coscienza
d'aver vissuto con onestà,
con orgoglio, con dignità
e non poter vedere
che la mia ombra,
proiettata sul muro del pianto.
E un frastuono d'uccelli mi chiama
e, insistente, m'invita
a prendere il volo.
Ma io non posso,
non adesso, non ancora...
Eppure sono giunta
alla fine del mio processo,
sono stata giudicata,
ho scontato già la mia pena,
ma non ho ancora la libertà
di riaprire le ali,
di esplorare la luce.
Chissà dov'è finito il bandolo
della matassa della mia vita:
io ricordo soltanto
che la mia anima pura
percorreva con fronde d'ulivo
il sentiero di Ho Chi Minh,
per veder nascere
una nuova era.
Ma solo formiche rosse
si rincorrono tra le foglie
e nudi rami d'acacia
frustano i neri,
sepolcrali muri dell'incubo
in cui il vortice
delle mie braccia vuote
non sa più
se contiene l'Universo
o il Nulla.
©
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L'autore
Novella Capoluongo
Sono nata a Satara (India) il 06.03.1946, vivo a Potenza dove sono socia attiva di diverse associazioni e club-service. Ho pubblicato a mie spese due libri di poesie:" 85 poesie su Rivello" e "Legàmi, la mia terra ed io" cento e una poesia, e ho devoluto interamente il ricavato della vendita ad EMERGENCY e alle opere u
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