Ribellione
Nel travaglio della solitudine interiore
l'anima si trasforma in foresta di coltelli.
Ferite aperte sanguinolenti,
le carezze i ricordi antichi.
Arida brucia la bocca
nel falò del nulla, brulla la mente.
Schiavo d'etilico estasi
nell'oblio del nulla mi nascondo.
Stentorea prepotente
una voce che non vedo, balza,
crepita in lapilli di sale sulle ferite.
L'anima traduce il senso del non ritorno.
Spezza i coltelli ne fà acciaio di pensieri per la mente.
Ritrovo le vie, esco dal nascondiglio vuoto,
reagisco mi ribello,
sorrido agli angeli della strada
acché mi prestino le ali della rinascita di dentro.
Vado,
vado tra i sassi, tra colori, tra cengie
a scoprire lo spettacolo del giorno.
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L'autore
leonardo d’auria
militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.
Commenti (1)
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Nadia Mazzocco15 febbraio 2012
Mi ha tolto il respiro per l'intensitá dei versi dolorosi che la rendono viva... questa poesia é splendida!!! Apprezzatissima!
