La mia pelle
Una tuta di lattice
liscia ed emogonea
lungo tutto il corpo
tiene ferme le forme
senza lasciarle andar via
comprimendole
quasi come costringendole a non scappare via
Ci si appiccica addosso
perfettamente
e non un respiro
una goccia di sudore
abbandona il corpo
quel corpo
nascosto
arrabbiato
infuriato
con un sole che non riscalda
alimentato dal freddo
dal ghiaccio che si condensa
e disincanta
tutto l'incanto che manca
Lattice
gomma morbida
di un odore inqualificabile
imprime
reprime
neanche le lacrime
salate
acide
arrugginite
lo toglie via
lo distrugge
...da un corpo
che non si ribella
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Commenti (1)
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Francesco Rossi15 febbraio 2012
Composizione poetica dai toni forti. Cruda nel suo realismo, trasmette sensazioni di opressione e nel contempo l'aspirazione alla libertà del corpo. Complimenti.
