Se dico cazzo, io donna... allora non piaccio

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tosta poesia di protesta di una poetessa che dal nick sembra pure molto casta, eppur stavolta va contro la casta e incazzata mette un "cazzo" tra le sue parole... io ti regalo un fiore bianco, non punto il dito, ti do un giudizio analfabeta da piccolo poeta maschio (ma che non usa mai "cazzo"...)
Riflessione condivisa... Interpretazione personale: non v'è parità sommersa in quanto un cuore senza sesso purtroppo non esiste ed il pregiudizio e l'appartenenza regnano sovrani in una realtà che non ci appaga. Così un pronunciare frasi inadeguate o compiere gesti insani, non si addicono, secondo il "senso del comune", a figure da movenze fluttuanti, quelle femminili. Che forse non hanno ugual sentire a quelle dure e virili di altrettante figure pur se maschili? Forse no. E la prova risiede proprio in quel lottare, in quel voler emergere e significare che non è il "verbo" che fa la differenza tra classi o sessi o altro da specificare, ma ciò che è custodito in ogni cuore, tutto e indistintamente meritevole di valore.
Amai trite parole che non uno osava. M'incantò la rima fiore amore, la più antica, difficile del mondo Amai la verità che giace al fondo, quasi un sogno obliato, che il dolore riscopre amica. Con paura il cuore le si accosta, che più non l'abbandona. Amo te che mi ascolti e la mia buona carta lasciata al fine del mio gioco. - Umberto Saba -
A parte la parolaccia, trovo veramente inconcludente e confusa questa poesia. Perdona, ma è quanto mi suscita.



