Ti capisco
Ti capisco, oh quanto ti capisco.
Ci sono vite che diventano inutili
persone che non vogliono piangere
hanno esaurito comunque le lacrime,
sono inermi e sfiniti
anche la natura li abbandona,
accanimento terapeutico oggettivo
esaltazione dell’utilità soggettiva.
Si, ti capisco in ogni istante
mi vien spontaneo capire tutto,
anche il fastidioso vento
che subdolo soffia sempre
nella direzione opposta
sicché il cammino è sempre in salita.
Non li ascoltare quando
saccenti dicono e sentenziano
dall’alto dei loro rubati scranni
con fare onnipotente e puzzolente
quel che è giusto per l’oggetto,
non alzare più le mani
la resa ripetuta e continuata
crea e scaturisce nell’azione
disordinata e ostile, ma amata,
amata più della donna del cuore,
quel cuore ormai logoro e sfinito,
quel cuore che ha abdicato
a ogni amore.
Ama ora il tuo gusto
ama ora il loro pianto disperato
brandisci il tuo orgoglio
d’esser vivo l’ultima volta,
la più alta, la più giusta,
spara, spara, uccidi e ucciditi,
loro morranno, tu nascerai,
nello stesso istante in cui
la morte si trasforma
nella vittoria della tua vita.
Spara! Io ti capisco.
©
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Commenti (1)
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valentinatortora20 febbraio 2012
"Cesare, la vita porta vita, e se uno desidera di morire, è già morto dentro. Ho conosciuto persone, fragili come fiori, a cui, un semplice carezza ha illuminato lo sguardo. A te, dunque, amico, vada... una carezza, così come a coloro che soffrono, rispettando il loro dolore..."
