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Sociale 17 febbraio 2012 · lettura 2 min · 1138 letture

Ti capisco

C
Cesare 112 poesie pubblicate
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Ti capisco, oh quanto ti capisco. Ci sono vite che diventano inutili persone che non vogliono piangere hanno esaurito comunque le lacrime, sono inermi e sfiniti anche la natura li abbandona, accanimento terapeutico oggettivo esaltazione dell’utilità soggettiva. Si, ti capisco in ogni istante mi vien spontaneo capire tutto, anche il fastidioso vento che subdolo soffia sempre nella direzione opposta sicché il cammino è sempre in salita. Non li ascoltare quando saccenti dicono e sentenziano dall’alto dei loro rubati scranni con fare onnipotente e puzzolente quel che è giusto per l’oggetto, non alzare più le mani la resa ripetuta e continuata crea e scaturisce nell’azione disordinata e ostile, ma amata, amata più della donna del cuore, quel cuore ormai logoro e sfinito, quel cuore che ha abdicato a ogni amore. Ama ora il tuo gusto ama ora il loro pianto disperato brandisci il tuo orgoglio d’esser vivo l’ultima volta, la più alta, la più giusta, spara, spara, uccidi e ucciditi, loro morranno, tu nascerai, nello stesso istante in cui la morte si trasforma nella vittoria della tua vita. Spara! Io ti capisco.
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Spara è inteso proprio come sparare.

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Cesare
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Commenti (1)

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valentinatortora20 febbraio 2012

"Cesare, la vita porta vita, e se uno desidera di morire, è già morto dentro. Ho conosciuto persone, fragili come fiori, a cui, un semplice carezza ha illuminato lo sguardo. A te, dunque, amico, vada... una carezza, così come a coloro che soffrono, rispettando il loro dolore..."