Apnea
Urla di rabbia stanotte il mare
bestemmiando un perduto Nettuno
in cui costretto da lacci e catene
affogo muto senza nessuno.
Senza un filo di vita oramai
mi lascia la lunga apnea
e mi sbatte il mare d’inverno
sulla spiaggia violata dalla marea.
La faccia, le gambe e le braccia
un poco alla volta mi ricopre la sabbia,
e domattina non resterà traccia
della mia esile inutile rabbia.
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