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Satira 20 febbraio 2012 · lettura 1 min · 922 letture

Delirio

rosaria scaffidi 6 poesie pubblicate
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Grido perché la mia voce venga sentita udita pulita. Senza tentennamenti rompo portoni coglioni dolori. Dolori di testa che affliggono il dopo lo scopo il cuoco. Cuocere lenta una frittata con uova Bianche schiumose desiderose. Demente fetente si lo sono puzzo di rabbia avvelenata. Ma sono gustosa golosa polposa giocosa. Gioco in una vasca piena di acqua melmosa. Non vedo non sento Non parlo. Cado nel fango abbocco rispondo domando Mi inchino sprofondo nel blu di un mare in tempesta un onda violenta Purulenta virulenta. Lenta mesta torno all'ovile muovo la biada la gara è finita. Chi ha vinto? Chi ha perso? Sconnessa mi sento tormento sgomento sono sola nel firmamento. Stella brillante illumino e scaldo. rompo violento teste dolenti un poco dementi. Tormenti d'autore che girano palle intorno ad un punto un sunto Virgulto tumulto. Io creo compongo sono potente presente. A me stesso confesso poco al contesto. Sono onnipotente sognante credente un poco fetente.
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Commenti (1)

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Splendido Leotta Michele20 febbraio 2012

concede in satira ed essendo tale è notevole e stupenda, quei brividi assunti in chiarezza di tormento di fuoco di abbellimento dove premier compone e scompone epilogo di sentimento in appagato edito del suo in fine a udire godimento. NOTEVOLE E BELLISSIMA... COMPLIMENTI