Delirio
rosaria scaffidi
6 poesie pubblicate
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Grido perché la mia voce
venga sentita
udita pulita.
Senza tentennamenti
rompo portoni
coglioni dolori.
Dolori di testa
che affliggono
il dopo
lo scopo il cuoco.
Cuocere lenta una frittata
con uova
Bianche schiumose
desiderose.
Demente fetente
si lo sono
puzzo di rabbia
avvelenata.
Ma sono gustosa
golosa polposa giocosa.
Gioco in una vasca
piena di acqua
melmosa.
Non vedo non sento
Non parlo.
Cado nel fango
abbocco rispondo
domando
Mi inchino
sprofondo
nel blu di un mare in tempesta
un onda violenta
Purulenta virulenta.
Lenta mesta
torno all'ovile
muovo la biada
la gara è finita.
Chi ha vinto?
Chi ha perso?
Sconnessa mi sento
tormento sgomento
sono sola nel firmamento.
Stella brillante
illumino e scaldo.
rompo violento
teste dolenti
un poco dementi.
Tormenti d'autore
che girano palle
intorno ad un punto
un sunto
Virgulto tumulto.
Io creo compongo
sono potente
presente.
A me stesso confesso
poco al contesto.
Sono onnipotente
sognante credente
un poco fetente.
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L'autore
rosaria scaffidi
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele20 febbraio 2012
concede in satira ed essendo tale è notevole e stupenda, quei brividi assunti in chiarezza di tormento di fuoco di abbellimento dove premier compone e scompone epilogo di sentimento in appagato edito del suo in fine a udire godimento. NOTEVOLE E BELLISSIMA... COMPLIMENTI

