Africa nera
rosaria scaffidi
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Cadono le foglie
su un manto stradale
che corre veloce su una terra,
bruciata dal sole.
Vento che soffia la mia pazienza
lontano da questo corpo
che urla dolore.
Le mie mani si alzano a cercare aiuto,
rivolte ad un cielo indifferente,
ad un Dio che non guarda.
Briciole di pane, assaporo piano,
acqua che non disseta,
sporca e nera più della mia pelle,
la mia lingua arsa dal sole.
Brucia questo sole africano
in quest'inferno arrido di vita.
Questa mia pelle nera che
cade a pezzi,
occhi che diventano grossi
grossi di lacrime, di fame.
Sono uno scheletro,
ma ero un bambino,
un bambino nero,
nato nella terra di nessuno,
terra di dolore, terra di calci, di sputi.
Sono stato perduto da una madre
che moriva,
in questo deserto senza pietà.
Terra mia non sento più sofferenza,
non ho più lacrime,
non ho più fame,
io sto morendo,
lascio la vita che non ho avuto,
Passo Signore questa partita,
la mano l'ho persa senza giocare.
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rosaria scaffidi
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