Io e Artemisia

Né Marilyn
né Mina.
Volevo essere Artemisia
io.
Passionale
misteriosa
germogliata
tra macchiate tavolozze
e odore di vernice nei capelli.
Aiuola fiorita d'incantesimi.
Drammatica dea delle tele
dalle vesti chiazzate di colori
ove inzuppava l'anima.
Voci profonde i suoi dipinti
urlanti ribellione
a virile mondo
ermeticamente chiuso.
Espansione di vivida esistenza
gli straripanti affreschi
dardeggianti femminei raggi.
Una spada il pennello
uno scudo la tela
contro preclusioni d'uomo.
Mi ha bruciata
al sacro fuoco dell'arte sua.
Ha screziato di luce la mia mente.
E io volevo essere te
Artemisia
né Marilyn
né Mina.
©
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Commenti (3)
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M
Moreno Tonioni21 febbraio 2012
Costruita attorno alla brillante metafora del personaggio di Artemisia Gentileschi, questa poesia è lo squisito omaggio alla donna che ha ben meritato la vittoria in un concorso nazionale al quale partecipavano più di mille elaborati. Lode al testo e complimenti all'autrice
M
Moreno Tonioni21 febbraio 2012
M
Moreno Tonioni21 febbraio 2012