Avverto luci distratte di nebbia

Avverto luci distratte uncinarmi gli occhi
minuetto delle nebbie
sopra il piatto vetroso dell'onde
a circuirmi in rallentata movenza sguincia
sorge dal funebre scafo scuro Venezia- Dama
candore scisso di giglio attraversato
il baratro del tempo in calli di rimpianto
sciorina il suo velo a curiose stelle,
langue dove il suo silenzio sbatte.
Scarabocchi di vita pulsante abitano alle finestre,
asciutte dai putridi venti della laguna
Venezia piange
il suo disciogliersi è lento fra gli urli e i canti
che farò,ora io
fra questi campi e campielli?
Mi ucciderò.
D'amore. Di colori.
D'istanti.
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (2)
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B
Barba21 febbraio 2012
Quell'atmosfera sguincia e misteriosa, che ha un sapore di malinconia e lascia la scia.
rosanna gazzaniga23 febbraio 2012
Una malinconia che si avverte dal primo verso all'ultimo di una intensa e originale chiusa! Lirica intensa, molto apprezzata!

