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Ribellione 20 febbraio 2012 · lettura 1 min · 1692 letture

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Pino Penny 558 poesie pubblicate
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Così si dice nei luoghi oltre oceano non ci si riferisce loro come ai diversi diversamente abile ma che vuol dire che so fare le cose in un altro modo ma che altro modo c’è per reclamare una relativa felice prospettiva esistenziale Tagliar le ali a un passero lo renderà più libero accecare un pittore lo renderà geniale ammalarsi in vita ti trasforma in santo Diversamente abile lo renderà diverso gli donerà l’abbandono sociale la mancanza dell’amor da donna lo trasformerà sapete a lungo andare in un essere cinico un po’ cattivo dentro sarà la sua corazza alle troppe delusioni e se ci nasci in condizioni di sfortuna sarà ancora peggio, sarai recluso a vita passero senz’ali ...cuore senz’amore!
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certi versi occorrerebbero del punto interrogativo altri del punto esclamativo. Confido nella sensibilità vostra per porli giustamente. La dedico questa espressione di sfogo, a chi pur essendo ritenuto o ritenuta dagli altri, diverso sfortunata, si sente invece e giustamente, assolutamente eguale a tutti gli altri. (Seppure a voler essere veramente sinceri, c'è da chiedersi se chi si sente"normale"considera chi non è più sano uguale a lui.)a volte il dubbio mi assale...

L'autore
Pino Penny

Nato il 12-08-48(del novecento) a Rivoli prov.di torino in italia-europa-mondo-vialattea. mediocre ma variegato.abbastanza sfigato...ex..molte volte ex... a undici anni la mia prima poesia(essendo un cretino,scrivo pure adesso che ho qualche anno di più) espressionista nato.illuso ma disilluso.causa forza maggiore.

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Commenti (2)

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Michele Tropiano20 febbraio 2012

A mio avviso la dicitura "diversamente abile" prende spesso una connotazione ancor più ridicola di termini quali "handicappato", "inabile", tutto per un politically correct fuori luogo quando alla fine si parla di persone che soffrono... Non credo si sentano offesi dalle parole, ma dal modo in cui vengono trattati... e allora sì che uno può diventare cinico e "un po’ cattivo dentro"!

Berta Biagini20 febbraio 2012

Sono stata costretta a rileggerla, talmente mi ha toccato dentro – in ogni strofa si sente una sofferenza che credo vada solo provata per capirla veramente. Sentitissima.