Quante cose non sai
Rannicchiata
con le mie mani piccole
e non so più come stringerle a me
Grandi occhi
per un mondo troppo piccolo
con le sue sottigliezze
le dimenticanze
gli urti e gli sbalzi
Un urlo piegato
tra tante pagine silenziose
che delicate scrivono una storia
e non parla di me
In basso
a guardare dove i passi tracciano le linee
Io
tra tanti cuori risparmiati
tra tante note stonate
e marinai in ogni porto
e cantanti in ogni palco
Delle labbra che sorridono
sempre
per mostrare la parte di me
che non c'è
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Commenti (1)
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Francesco Rossi21 febbraio 2012
Mani, occhi, urla, passi rendono a questa poesia in un crescendo di emozioni la sua naturalezza nel modo di vedere la vita. Notevole.
