Il vento nell'anima

Vento
indomito tormento
e ignoto spasmo,
mutevolmente danzi
nel tempo e nello spazio,
su tutto ciò che soffi
ritrai nei sensi astratti
dei tuoi lambir perenni
le forme più incostanti,
che vive oppure inermi
ordite in un sussulto
non sono solo intralcio
del tuo alitar ingordo,
ma son per te l'impulso
l'inebrio del contatto,
la forma che è linguaggio
nel tuo spaziar selvaggio.
Soffia vento indenne
confonditi ai deserti,
in un mutar comune
di sabbie equivalenti
spolvera i silenzi
nei millenni persi,
scivola radente
leviga il presente
pettina le dune
come fa un serpente.
Dondola le spighe
germina nel grano
respirando in esse
portane il profumo
per spaiarne il seme
come fa una mano,
passa poi in un prato
per salirmi al naso
culmina nel cuore
come odor di fiore
sfiora poi il mio viso
bagnalo ne l'onde,
prendi un mio sorriso
lascialo nel mare
come fosse sale.
Vento che sorprendi
come fa l'amore
non aver timore
di cambiar gli eventi,
soffia trasversale
fai che possa amare,
sposta il mio dolore
come pioggia al vento
quando dentro piove
più di un temporale.
©
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L'autore
Argo
Capii di amare l'espressione poetica sin dalle scuole elementari, la mia prima poesia fu a tema sul volo degli uccelli, e come per incanto il loro librarsi spaziò in me, volando nel cielo sconfinato della mia anima. E fu così che compresi come in tutti noi è racchiuso qualcosa di unico, una sorgente ispiratrice ines
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