Sogno
Se l‘amicizia al mondo quand’è pura
come ogni cosa bella poco dura
come a lungo durare poteva mai
l’agognata serenità ch’amo ed amai?
Fu l’alba tersa, il cielo fu sereno,
il tempo corse via dolce e ameno;
di sole illuminate le giornate,
serene fur, nel sonno, le nottate.
Non uno screzio fu, non un disguido:
Peccato! partito è per altro lido.
Cappa è calata come cielo grigio
e la serenità resta miraggio.
Il Dio di carità a mani aperte
senta la voce mia, le preci incerte;
solo, soltanto in Te, mio Dio, confido:
Fa ritornar la rondine al suo nido.
Come non so, vacante è la mia mente;
Nemmeno può valere uomo potente.
Tu puoi, però,rimuover l’ostacolo
oprando, Tuo voler, grosso miracolo.
Vedo ora lontano candide vesti:
E’ Angel conoscitor pensieri mesti.
S’affretta a me vicin, prende mia mano:
Dormi seren, tuo desiderio è vano.
Il dire che tu fai non mi consola,
il mio pensiero ancor lontano vola,
torno a pregare Iddio, l’Onnipotente,
onde ridoni a noi l’Uomo valente.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
n
Tutte le opere →
L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!