Amletica
Marta Eligoreva Addari
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Desdemona ribaltata
nell'Otello infedele
ho riposto le mie ansie
la Morte è stata statica
nel non vorticare
come le illusioni.
Ho inciampato in Ofelia
per poi umiliarmi
ellenica
col mio atroce Demetrio
ripescando di Oberon
le profumate memorie;
una sciocca Lavinia
m'ha posseduto
nello stimolare il Fato
e improvvisatami
Prospero ho studiato
pericolose reazioni
delle forze dell'istinto
ma nulla sapeva di Verona
se non la stoltezza del cuore
ora arido
d'Aronne l'essenza;
in un sentimento glaciale
- la mia Danimarca -
ancora seguo i moti
d'un subconscio
insensato:
amletica
pare simuli Follia
quasi fossi
vendicativa Tamora
contro il figlio amato
seppellisco Giulietta
mentre il veleno
culla lo stomaco
e nera
come ostinate zampe di cigno
lavate dalla tristezza
d'un fiume
bugiardo
covo la Tempesta,
un Enrico col suo esercito
di poche, solide, volontà.
©
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L'autore
Marta Eligoreva Addari
Ho paura di scrivere. Scrivere equivale a dire qualcosa che si pensa e dire qualcosa che si pensa significa concretizzare il qualcosa. Ora lo so. Un dubbio, un pensiero, un’ipotesi, un’osservazione. Una effimera coincidenza della mente con l’ambiente esterno: esternarla con una parola, detta o scritta, significa render
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