Valeria
Nel profondo abisso che tutto avvolge,
tu porti la luce,
ed e' come rinascere dal mare.
A volte ho pensato a te,
immaginando all'alba,
i pontili deserti,
i caffe' lungo la Senna.
E' come errare in un deserto di pietre,
e trovare se stessi,
al suono di arpeggi lontani.
Domani vorrei svegliarmi,
in una citta' d'oriente,
e vedere i tuoi occhi,
sulle cupole d'oro,
tra i mercanti di sete pregiate.
Non smettero' di desiderare,
un giorno,
la mia scomparsa,
disgregazione,
per te...
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Commenti (1)
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Nellabernardi30 dicembre 2006
la luce di questa poesia è il forte desiderio di avere qualcuno fino ad annientarci... ma è giusto questo? Ben scritta fa emergere la passione cocente che si sposa con le cupole d'oro e gli occhi che sono la nostra finestra vitale, un allegoria (si dice così? ) per me splendida, bellissima,
