Aspettando il vento
estro non diede beltà
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L'onda musicale l'ha trasportato
nel mondo incantato
del dolce
peccato
ritmati languori
di carnali sudori
penetrano ungendo i suoi pori.
Serra frementi i muscoli il beato
come bianco neonato
al capezzolo
rosato
sugge sapori
nei caldi colori
sfuggiti dall'antro di tutti i suoi fori.
Il corpo chetato nella sabbia affossato
soffia l'ultimo fiato
sul viso
chinato
dai riccioli mori
scossi da dolci tremori
riflettenti i lampi dei serali bagliori.
L'anima appagata s'immerge nel creato
ormai completamente svelato
al cuore
innamorato
dei due attori
ormai senz'ardori
spenti negl'incontenibili vibranti furori.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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