Capodanno
Anche quest’anno, come ogni anno, è arrivato Capodanno.
Grandi clamori e grandi rumori accompagnano l’ultimo addio.
“Chi non ride in compagnia è un ladro od è una spia”,
ed allor per non esser né ladro né spia stiamo in compagnia.
“Dove vai stasera? Mah! Non so…son stato invitato in tre parti…vedrò all’ultimo minuto…
forse non andrò da nessuna parte e passerò la serata a casa”.
Divertirsi è obbligatorio, guai farsi vedere con facce da mortorio.
Che gran patema questo San Silvestro, più che a una festa mi sembra simile a un capestro.
Borse piene di leccornie, spumanti, vini e vivande in quantità.
Petardi e botti perché la gioia esploda dopo i dodici fatidici rintocchi.
Chi non è invitato se ne sta rincantucciato, nascosto nel suo letto o zonzo per le strade.
Se sol si fa vedere, trova sempre qualcuno che vuol sapere
“ma dove vai solo soletto, in questo giorno di rispetto?
Non hai amici dove andare od una ragazza da aspettare?
Senza dirlo lo conferma, negandolo lo afferma,
che umiliazione non saper come riempir quest’occasione…
Con il viso rosso ed il cuore mosso non sa dire e non sa mentire.
Farfuglia e s’ingarbuglia, alla fine, seppur mal, la sua matassa sbroglia.
Sorride e si distende, poi parla e si riprende.
“O Dio non me lo dire, è stata colpa di suo padre, se questa sera con lei non me ne potrà uscire”.
Risate e chiasso a non finire, tutti si sembran divertire,
i più pazzi animan la festa con micidiali scherzi e lazzi,
una gioia smisurata sembra colmar quella serata.
Qualche faccia un po’ assonnata, con lo sguardo smorto e assente,
rende l’atmosfera un po’ annoiata e la priva di mordente.
Ma ci pensa il ciarlatano a fare un gran baccano,
a far si che nessuno s’addormenti e che tutti restin desti e attenti.
E’ un tripudio generale che nasconde con veemenza anche il più piccol segno d’impotenza.
Quando arriva mezzanotte rimbombano le botte,
scorre a fiumi lo spumante,
abbracci e baci rendon tutti men distante,
persino i nemici sembran quasi diventar dei vecchi amici.
Obbligatorio è fare tardi, buttando a destra e a manca gli ultimi petardi,
andarsene è vietato, il disdegno è altrimenti assicurato,
quando le nuove luci saranno all’orizzonte,
ognun, finalmente, potrà far ritorno alla sua fonte.
Poi, per giorni e mesi, si narrerai le gesta di quella mitica serata,
anche le più piccole brutture si trasformeranno in fantastiche avventure,
l’un l’altro si diran, ognun incredulo a sé stesso
“ah, come me la son spassata, in questa splendida serata”.
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