"annuendo- commiserando"
e, vorrei, vorrei solo, solo restare,
poter finalmente al sole gridare,
il fastidioso vento schiaffeggiare,
la placida bianca luna rimirare,
una solitaria margherita sfogliare,
all'antico e grande amore pensare,
nelle passioni, sensazioni, sperare,
un bimbo piagnucolante accarezzare
al diavolo un vecchio amico mandare, e
pari ad un solitario papavero rosso
in uno sterminato prato aldilà del fiume,
echi lontani, voci flebili captare,
il bello brutto della vita riassumendo, e
in fondo cos'è la solitudine,
la maledetta compagna dell'esistenza?
la mia effige triste, canuta e grigia guardare:
annuendo- commiserando.
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Commenti (2)
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carla composto1 marzo 2012
solitudine... maledetta compagna d'esistenza... bellissima introspezione... in fondo non chiediamo tanto... molto apprezzata
Patrizia Ensoli1 marzo 2012
Una solitudine che si allarga ni cerchi introspettivi, dove si ritrovano domande e interrogativi sul senso della vita, una tristezza benefica in fondo se volta gli sguardi agli altri... Molto apprezzata e condivisa, complimenti

