"alba vicina"
e, tu piccina dagli occhi blù,
bianco fiore in vegetazione,
essere tenero in gestazione,
polvere d'oro di passione,
minuscola creatura da emozione,
bandiera al vento sventolante,
cosa puoi darmi di più tu?, e
colei che fu amore è andata via,
scomparsa dalla mia vista e storia,
ripudiando il bello e la leggiadria,
sconfessando i minuti, i giorni, le ore
passate distesi al sole a crogialarsi,
vissute come mai può vivere un uomo,
contando gli attimi, i secondi, il tempo
di quando ragazzi ci scambiammo carezze e baci, e
da solo ora con te vicino, troppo vicino
come chioccia ad uno spaventato pulcino,
che ti denudi e mostri di esser diventata grande,
ti svesti di incauta pudicizia e falso onore,
ti mostri come fa la cagna in calore ad un cane,
mi implori di farti diventare ormai donna
di darti contezza e volontà di credere
che gli uomini ti vorranno qualsiasi cosa tu sia
bambola di gomma o faraona esperta, e
io, io, io cosa posso darti io? forse
un attimo di sofferto amore,
un'illusione di malsana incerta goduria,
un senso di povertà infinita di cuore,
un gesto ripudiato dalla mente e l'anima,
una lacrima a bagnare il tuo volto bello,
un ricordo che ti segnerà per sempre la vita, e
per cui tu, tu nulla puoi darmi,
io, io niente posso offrirti,
meglio sarà per noi, per tutti,
per me ma sopratutto per te bambina
che questa notte abbia alba vicina
dove ogni inutile azzurro vaporoso sogno
scompare e va.
©
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Commenti (2)
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C
Citarei Loretta Margherita2 marzo 2012
una poesia che fa riflettere, emozia, complimenti notevolissima
P
Paolo Morganti2 marzo 2012
si pone in grande nobile discernimento di se stesso il poeta e in perfetta coscienza di tutto quello che può donare all'alba si sveglia nella realtà non sognante ma cruda e nuda.