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Dialettali 7 marzo 2012 · lettura 2 min · 1025 letture

La ranocchia e er criceto

Carletti Romano 24 poesie pubblicate
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'Na mattina un tizio entrò dentro an baretto se portava appresso 'na piccola gabbietta e dentro invece der solito ucelletto ce stava penza 'n po' 'na ranocchietta. La posò sopra ar bancone e ar barista incuriosito je fece:"Sta ranocchietta è un portento la dovressi da vedè dice poesie mejo de un attore rifinito, te faccio sentì quarcosa se me offri un bel caffè"! Er barista accettò arquanto titubante, er tizio prese la ranocchietta in mano e je disse:"Recita"! E quella nello stesso istante cominciò a recità poesie a tutto spiano. "Sorpreso"? Disse er tizio ar barista, "e questo è gnente, se m'offri pure un maritozzo, te faccio sentì si che voce ci ha". "Je l'offro io" disse un signore li presente, e l'animale ar comanno: "Canta"! Cominciò a cantà. 'Nun te dico lo stupore dei presenti ner sentì la ranocchietta, 'na canzone dietro n'antra, 'na voce da nun crede. "Se me la venne je dò un mione, accetta"? Propose un antro, impressionato... e er tizio je la diede. "Ma lei è pazzo a venne pe' così poco st'animale", disse er barista, "questa varà un miardo per lo meno è destinata a diventà famosa a livello mondiale". Er tizio replicò:"Ma lei se penza veramente che so' scemo? La ranocchia vede in se per se nun sa fa gnente"... E ner mentre tirò fori un criceto da 'na saccoccia dei carzoni, "... è sto schizzetto quà er vero miracolo vivente, che oltre a esse ventriloquo, fa pure l'imitazioni"!
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Commenti (1)

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Mauro8 marzo 2012

Una divertente e simpatica barzelletta dalla quale si desume che la fantasia di chi l'ha redatta deve necessariamente spaziare su ampi campi di pensiero. Divertente e imprevedibile la conclusione, il tutto avvalorato dal dialetto scelto per la descrizione della scena. Veramente spassosa. Mette allegria e di questi tempi così colmi di tristezza è una nota di colore da apprezzare.