Sonetto di primavera
Trabocca di mitezza un chiaro cielo
sospeso azzurro vasto imperturbato.
Vaganti bianche nubi, profumato,
sospinge un vento, simili ad un velo.
Esulta primavera! Da ogni stelo
si levano aromi ritrovati.
Sono un ricordo ormai i campi innevati,
imprigionate vite sotto il gelo.
Solo per me il tempo non ritorna
dell'allegrezza: solo di sospiri
l'animo mio si nutre e non ha pace.
Dimora abbandonata, disadorna,
deserta appare all'occhio che lo miri.
Lontana è primavera e il cuore tace.
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L'autore
Teone
Riminese. Laureato. Nuovamente iscritto alla facoltà di lettere e filosofia ( Università di Urbino ) Lettore appassionato: letteratura russa, testi filosofici, logici. Non ancora deceduto.
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