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Sociale 10 marzo 2012 · lettura 2 min · 1348 letture

Io sono ladro

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Piero Lo Iacono 32 poesie pubblicate
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Io sono ladro. Lo confesso. E ho rubato uno sguardo dal finestrino dell’auto in corsa. Ho trafugato nel volto di una passante appena si è voltata. Sono ladro e me ne accuso. E ho rubato i suoi dolci occhi nel bar in piazza Le rose delle sue gote. L’ingrata grazia. Ho rubato il suo corpo, intravisto tra i corridoi del supermercato, mentre attendevo alle casse. Sono un ladro a piede libero (chi mi ferma? Che pena mi spetta?). E ho rubato le arance dal cesto della guardiana delle oche solo con gli occhi. Sono il ladro di sguardi dai visi e dalle guance. Uno sguardo si chiama “non più”, un altro “può darsi”. Sono forme, storie che passano e non esistono. Nel loro dare e prendere Battere e levare Esche di inviti e divieti. Esperanto di tutte le lingue Voragini da vertigini. Trangugio sguardi randagi Rasoiate a bruciapelo. Un viavai ne incrocio trapassarmi come dardi serpeggianti in fiamme. Questo poco mi basta. Ricco di codeste pocherie (per te eresie). Pieno del non ho. Contento di non possedere. Ladro di sguardi.
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11- 8- 2009

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Commenti (1)

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Michele Tropiano12 marzo 2012

Bella la poesia e altamente poetica l'immagine del ladro di sguardi! Alcuni versi sono molto belli anche per il loro suono e il lessico usato... forse però una migliore attenzione stilistica avrebbe giovato.