Il gioco degli sguardi
Rocco Pulitanò
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La tua cara vita
goliardica e libera da ogni pregiudizio,
voglio credere sia il ciclone
che sradica vorticando attorno il tetto,
che di foglia e canna hai intrecciato
per riparare i tuoi fragili pensieri.
Nel gioco degli sguardi il mio, fugando ogni equivoco,
incrocia occhi sconosciuti che gentili si propongono
e con troppa tenerezza, provando inutilmente a filtrare
i segreti della mia anima.
La mia cara vita
distratta e combattuta,
io vedo svanire dentro una lacrima
e lascio fare, evitando malintesi.
Nel gioco degli sguardi
è facile occultare dentro ombre appesantite
il grido di dolore che non cessa di graffiare.
Come un fiume lentamente erode l'ultimo
lembo di terra e si consuma in me
la speranza di mettere radici per non morire.
Questa notte ho creduto fosse mia ...
la mente divenuta uno oscuro oceano è
una distesa immensa di pensieri e parole
coniugate in fretta, come fossero campi privi d'aratro,
rime prive d'armonia ripeto sottovoce
e la paura traspare dai tuoi occhi
mentre giochi a sfiorare le mie labbra.
La vita senza preavviso fugge quando dalla
punta oramai spuntata brilla sul metallo la
prima lacrima di sangue e non v'è rimorso,
mentre affonda lacerando le mie pene.
Il dolore si attenuerà e quando il buio avrà
tolto la speranza agli occhi, l'ultima aurora
non vedrà più il suo colore.
©
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L'autore
Rocco Pulitanò
Scrivere è forse il solo momento di conciliazione che riesco a concedermi quando il dolore inquina i miei sogni. Mi aiuta ad essere meno ipocrita con me stesso, se mi illudo che la sofferenza sia solo un temporaneo appannaggio della felicità. Io che ho creduto d’ingannare il tempo, di rendere le distanze solo lunghe pa
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