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Riflessioni 13 marzo 2012 · lettura 1 min · 2292 letture

Alla Deriva

elena rapisa 602 poesie pubblicate
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Si rivela sterile la mente, rimane bianco il foglio anzi, ingiallisce nello scorrer del tempo che urge su dita svigorite sul cuore preda dell'ombre. Vergo tratti di nulla meditando sul vuoto, rievoco il cappio quando strozza speranza, visione indotta, respiro impedito. Volevo narrare dell'amaro mare che turba e consegna alla notte la rabbia dell'onda, della nera rena baciata e sedotta senza l'arginarsi di pianto, ma prosciugata è la penna, esaurito l'impulso mentale. Mi abbisogna riporla reliquia nel crescendo del vento che disperde pure i ricordi, cedendo alla notte un altro vergine foglio. La dolenza non sa scrivere, non sa leggere la morte.
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L'autore
elena rapisa

Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do

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Commenti (2)

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Patrizia Ensoli13 marzo 2012

Versi intrisi di una grande sofferenza, colpiscono... Si avverte il desiderio di un imput, uno spiraglio di luce a cui aggrapparsi, , ma la chiusa, serra la gola... Poesia incisiva, l'animo parla...

Francesco Rossi13 marzo 2012

Una magistrale poesia che riesce a calarsi nella dimensione naturale della condivisione in un crescendo di ritmo impresso con dovizia e acume. Mi complimento.