Alla Deriva
elena rapisa
602 poesie pubblicate
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Si rivela sterile la mente,
rimane bianco il foglio
anzi,
ingiallisce nello scorrer del tempo
che urge su dita svigorite
sul cuore preda dell'ombre.
Vergo tratti di nulla meditando sul vuoto,
rievoco il cappio quando strozza speranza,
visione indotta, respiro impedito.
Volevo narrare dell'amaro mare che turba
e consegna alla notte la rabbia dell'onda,
della nera rena baciata e sedotta
senza l'arginarsi di pianto,
ma prosciugata è la penna,
esaurito l'impulso mentale.
Mi abbisogna riporla reliquia
nel crescendo del vento
che disperde pure i ricordi,
cedendo alla notte
un altro vergine foglio.
La dolenza non sa scrivere,
non sa leggere la morte.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (2)
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Patrizia Ensoli13 marzo 2012
Versi intrisi di una grande sofferenza, colpiscono... Si avverte il desiderio di un imput, uno spiraglio di luce a cui aggrapparsi, , ma la chiusa, serra la gola... Poesia incisiva, l'animo parla...
Francesco Rossi13 marzo 2012
Una magistrale poesia che riesce a calarsi nella dimensione naturale della condivisione in un crescendo di ritmo impresso con dovizia e acume. Mi complimento.


