Uomo Di Marmo
Parve tenere bocciolo
che si culla al primo vento
ma poi la vide inghiottita
dalla porta d’albergo
e scie di profumo
come orologio a pelo d’acqua
al polso di vecchio marinaio
a scandire ultimi respiri
nell’oceano di sventura
mentre nutriva ancora lo sguardo
della sua carne, della sua anima
di meretrice sensibile e dolce
come miele che rubava in infanzia
per corrompere i primi denti
a non lucrare al seno
Cocktail di saliva e succo
di tabacco masticato
oliarono marmorea gola
anestetizzata da antidoti
scagliati dal cuore in difesa
dell’ormai demone pensiero
nel dolore infernale
Vederla in quel posto
ove le anime vengono conciate
come pellicce scuoiate
su animali vivi
fece avvertire alla nuca
freddo alito di cipresso
vortice di morte
e un lenzuolo turchino d’aria
chiuse i suoi occhi sul mondo
Da quel giorno tutti videro
una statua muoversi
dentro le budella del mondo
tra pestilenti respiri
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Commenti (1)
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Francesco Rossi14 marzo 2012
Un urlo, questa composizione che ha il pregio di andare oltre i luoghi comuni e rende in modo chiaro il pensiero che dai versi trapare nitido con tutta la sua forza.
