Stryx

Colei che inarca
la sua schiena
dal profondo dell'abisso
urla spietata.
Guardando le ombre
che aspettano in pena
spinge il mare mosso
in una spirale ordita.
Strigòs disse la luna
nella sua faccia oscura,
spinse il pentacolo verso la cruna
che si rifiutò di entrare
strappando la sua vela.
Saltando tra i fuochi,
triplice sia la sia anima
inchiodata da spilli
presi dal sangue delle stelle.
Cantò dal pianto
di una sconosciuta
promise di liberarla
dalla sua gogna.
Volle una parola
che le desse un sollievo,
strega nel cuore
che mai si piega.
E vengano pure
gli sciacalli senza senno
coloro che riempiono di vuoto
il cielo.
Che s'agitino in massa
verso un sepolcro
dove il buio aspetta solo
una caduta improvvisa.
Non aspetteranno i destini
aggrappati alla gobba
di chi versa il dolore
nel seno delle madri.
Non ascolteranno le orecchie
dei viandanti alati
verso cui gli sputi
macchiano la purezza.
Vai, anima senza ebbrezza,
sei un tassello che non conserva
la luce dell'universo.
Laverà le nostre onte,
cercando quello che abbiam voluto.
Sentirà ciò che si è desiderato
senza male alcuno.
Accenditi fuoco,
l'acqua diventerà le tue fiamme
mentre l'anima sarà vento
per darti il suo fiato.
Vai e cammina sul sentiero
che ti è stato dato.
Saltando i fossi del dubbio
spezzerai il cerchio
del tuo destino.
Avrai un legno scuro
per tracciare i tuoi segni
ed una tela bianca
su cui vivere
amori bruciati
sull'altare del cuore.
Avrai quel seme che vuol germogliare
dentro terre poco capite
ma tu potrai seguire il fiume
di tutta la luce dell'infinito.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
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