Devo cercare
Il sole, lacerando la nebbia,
accende ancora l'estate
sul mio paese
e diffonde nell'aria
la lenta magia del suo ardore.
E io, sudante, delirante, spossata,
non riesco a sfuggire alla tirannia
di labbra suggellate nel silenzio,
di occhi serrati senza sguardi,
di anime che cercano di aggiungere
un sapore nuovo alla vita
che sono riuscite a rubarsi,
di sofferenze che non riescono a trovare
abbastanza riposo.
Riesco appena a intravedere,
nell'afa, nella calura,
quell'identità segreta
che il mondo non ha il desiderio,
nè l'intenzione di rivelarmi,
a intuire
l'altro suo senso nascosto.
So di saper perdonare,
so anche di non saper dimenticare,
sola superstite di grandi incontri,
di grandi indecisioni,
le emozioni pure, quei momenti
in cui non potevo pensare,
senza le lacrime agli occhi,
ereticamente,
al calore del sole in un giorno di pioggia,
al fallimento sistematico e struggente
dell'estrema speranza di pace.
Devo cercare
di adoperare le parole avanzate,
quelle che non ho dette,
che non ho ancora saputo usare,
perché possa placarsi
il fremito del mio cuore agitato,
il moto aritmico e disordinato
dei miei pensieri,
perché possa cominciare a penetrare,
silenziosamente,
il misterioso significato
dell'umana esistenza.
©
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L'autore
Novella Capoluongo
Sono nata a Satara (India) il 06.03.1946, vivo a Potenza dove sono socia attiva di diverse associazioni e club-service. Ho pubblicato a mie spese due libri di poesie:" 85 poesie su Rivello" e "Legàmi, la mia terra ed io" cento e una poesia, e ho devoluto interamente il ricavato della vendita ad EMERGENCY e alle opere u
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