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Riflessioni 19 marzo 2012 · lettura 1 min · 1071 letture

Storia di un nessuno

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Nessuno698 94 poesie pubblicate
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Sono un nessuno, Un "io" dei tanti... Non mi guardano i passanti. Quanto vorrei incrociare La pietà in un innocente sguardo Camminando per terre bruciate, Tra bottiglie rotte e pagine cancellate... Quanto vorrei che un bel giorno Potesse anche da me venire La signora incappucciata, in nero, Per farmi render conto, che anch'io una volta "c'ero"... Quanto vorrei che il tempo passasse. Ma questa è la storia di un nessuno: Non ha una fine, non ha un inizio, La mia non- esistenza è un precipizio...
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Alla fine, un po' tutti noi siamo dei "nessuno"...

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Nessuno698
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Commenti (2)

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Michele Tropiano24 marzo 2012

Versi strazianti, commoventi, ben scritti, di una storia che avrebbe una soluzione solo nella morte. Tutti si ricordano dei morti, è questo il principio, no? Io credo che a volte, però, i "nessuno" si chiudano volontariamente nella propria non- esistenza: bisogna reagire e avere il coraggio di osare, di far qualcosa per essere qualcuno. . PS. perché hai cambiato nome?

È vero, sì, siamo dei "nessuno"... Tuttavia è possibile, grazie alle immense facoltà intellettive dell'uomo, accettare ciò come solida base per costruire molteplici significati: accettare il Nulla come pietra su cui edificare la propria "chiesa"... E il "senso" che ognuno può trovare ha tante sfaccettature, che quasi tendono all'infinito. Mi piace citare Capitàn Barbossa a riguardo (Pirati dei Caraibi, "È il giorno della morte che da alla vita il suo valore!"), poiché dimostra come ci si possa attaccare ad ogni cosa, persino alla Fine (come fece anche Morrison dei Doors); e questo in parte lo accenni anche tu nella poesia... Poesia che, tra l'altro, ho molto apprezzato, non tanto per la forma quanto per l'abilità di "metapoetare" Complimenti