I tuoi occhi freddi

I tuoi occhi freddi
scioglievano i ghiacciai,
le metropolitane notturne
con le pattuglie lunari,
i vetri annebbiati
dal nostro soffocare,
i nostri abbracci comprommettenti,
ci feriremo ancora.
Guardando i telegiornali
in questi giorni assenti
a voler imitare gli albatri
coi nostri sogni di plastica
biodegradabile.
Ci chiameremo ancora,
ci rivedremo ancora,
non piangere.
Sui treni impalcature lunghe chilometri
di messaggi che ci tenevano vicini,
seppur lontani,
e scoppieranno guerre
negli stabilimenti,
questa cazzo di città
brucierà tra le fiamme d'amore
tossico.
I tuoi occhi freddi
fiori notturni,
stelle polari
rivoluzioni interiori
per i miei vent'anni.
E poi queste sere,
queste sere accese
come le sigarette
spente ad aspettare gli autobus
per andarsene a bere.
Coloreranno il cielo
con sbarre carceriere
per impedirti di volare
con i tuoi piedi scalzi,
i tuoi amori magri,
i miei amori magri.
I tuoi occhi freddi,
le mie mani fredde
sui termosifoni d'inverno
a respirare neve nelle albe
magnifiche,
le tue albe,
quando ti lucidavi le labbra
che sembravano
rubini
delle migliori gioiellerie di marca.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Andrea Corba
Andrea Corba, aspirante poeta friulano ventitreenne, inizia a scrivere verso la fine del dicembre del 2008 dopo una dolorosa perdita nella sua famiglia. Questo fatto inizialmente lo distrugge ma attraverso lo spirito della musica arriva a comporre le sue prime poesie, sottoforma di ...racconti, inizialmente. Le sue poe
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!