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Riflessioni 20 marzo 2012 · lettura 2 min · 1121 letture

La Leggiadria

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nello vittorio maruca 381 poesie pubblicate
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Dolce immago leggiadra donzelletta da tondeggiante capo da lunghi coperto capei castano scuro appena cadenti su serena fronte, palpebre ondeggianti, cerulei occhi, greco nasuccio conferente stile a visino liscio, modellato da mento ovaleggiante, ben formato con su boccuccia da carnose labbra sorridenti, da prosperoso curvo seno a snella vita il tutto coronato vedo. E’ natural bellezza in esso affissa, al cui cospetto umanità resta perplessa e nell’opposto sesso in vena il sangue trilla. In luogo dei capei castano scuro teschio deforme è; laddove occhio ceruleo era favilla trapela buco nero, fondo, orrendo al par di sito cui pria era di spicco bocca da carnose rosseggianti labbra. Lungo quei ch’erano fianchi di crisma infusi penzolano, a lato, due ossei arti ch’orripilazione hanno su corpo tutto. Ov’erano due lunghe, tondeggianti gambe or sono due stinchi, disdegno dell’uman vivente. Questo d’ossume gli occhi della mente vedono allato. Ah! Dove finita è leggiadra immago?! Come divina natura oprare puote mutazione sì tanta? Alito è leggiadria che passa e va, non spirito che in corpo sta per proseguire, poscia, l’andar su le celesti vie.
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L'autore
nello vittorio maruca

l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.

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