Frammenti (di Sé)
Luigi Di Landro
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E poi ancor ne raccolgo i pezzi:
teso su un albero contro un pino
vive e tenere si fanno coraggio
certe timide immagini, mortali,
vischiose, di previsioni d'inverno
e schizzi d'estate. Tu, che le mani
mie amavi e non sai cos'è l'inferno,
a me questo mare soppiatto lasci!
Tu, che ancor come me non hai pianto
quando 'l dissero di fermarti stanco
e manco far anco sacco al matto!
Ma che credi ancor di ritrovarne
i fili? Tu, che da albero morivi
e teso ti gettavi sopr'infami
motivi! Tu, ch'ogni tanto morivi,
che cerchi ancor disperato quei pezzi?
Per paura e per passione non spirasti,
di dolore e di tremor lancinasti:
sonno prese color e lo donasti!
©
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L'autore
Luigi Di Landro
Mi chiamo Luigi Di Landro e sono nato a Roma, il 26 settembre 1986. Sono stato da sempre catturato dal fascino del calore e della complessa realtà del sud Italia, di cui la mia famiglia è originaria, e dall'importante peso dell'Ordnung della potenza germanica, da non confondere con la fanaticheria, di cui sono un e
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