Alla stazione
Luigi Di Landro
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Dal vetro una finestra, poi un'arcata...
...e giù quel palo poi che m'è maestro:
son cose che non mi parlan da un pezzo.
Ecco lì un freddo giovane vento...
Ei mi guarda, giuro, fisso e affranto:
"Non sognavi nel letto un cielo stretto?"
Poi sulla via m'appare un vecchio lento...
Scorgo cosa strana assai lontana:
un viso colto e arancio spento.
Spento. Non vi parlo ormai più d'amore,
non vi dico ormai più cosa sento.
Cerco solo di restare allegro
e a galleggio su di uno specchio.
©
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L'autore
Luigi Di Landro
Mi chiamo Luigi Di Landro e sono nato a Roma, il 26 settembre 1986. Sono stato da sempre catturato dal fascino del calore e della complessa realtà del sud Italia, di cui la mia famiglia è originaria, e dall'importante peso dell'Ordnung della potenza germanica, da non confondere con la fanaticheria, di cui sono un e
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bella e significativa (Francesco Falconetti)
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