Mai liberi

puoi dire che non è vero
forse m’inganno
è il prezzo del dolore del muscolo cardiaco
del suo battito regolare involontario pulsante
del suo orgoglio che spinge a divorare affamato affamabile
quante volte a voltarsi ancora
rivedere una panchina il chiarore del vecchio lampione
quelle mani sotto la gonna sembrano chiedere senza ricevere
troppe ferite sui polpastrelli sanguinano di me
il viso pulito si colora
del pudore di scoprirsi di aprirsi nuova rosa alla vita
mentre le stelle giocano barano ipotecano il nostro futuro
non importa perdersi nel blu in una lenta appassionata agonia
pelle su bocca, sangue sulle mani incancellabile marchio
di un amore inviolato inviolabile imperdonabile
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L'autore
Eirene
"Così breve é il nostro Cammino in questo sogno. Il mondo di una rosa. Ma noi lo rendiamo Immenso Con soste di lunghi dolci baci Sulle foglie aperte." (XV sec.a.C.)
Commenti (3)
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EnzoL23 marzo 2012
un testo passionale, scevro da mezze misure, dagli inutili e maledetti salamelecchi che spesso ripiombano sui testi d'amore carne e sangue, figurano ed incedono nei versi che con parole timbriche colpisce, ossessiona come solo l'amore sa fare...
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mfm Luigi Mancini23 marzo 2012
Eh già... imperdonabile! Rivedo certe cose nelle tue parole, quei lampioni eretti in certe sere. Molto bella e sentita... davvero!
radicedi6428 marzo 2012
incancellabile... inviolabile... imperdonabile... come l'emozione che aggancia il mio cuore, senza pietà, e l'artiglia piacevolmente a questi stupendi versi... incomparabili...


