Servigio
Nell’ala decadente della mia attuale indegnità non prospera più
il disegno dell’oscura creatività.
I servigi che ottenevo dalla gloria degli Dei scemavano in un dilemma.
La mia sonora sconfitta umorale lasciava il passo al nichilismo ingiurioso.
Come poter rialzare la china e non mendicare più i bisogni?
Un cortina di ferro mi separava dalla baia della fede,
ero circoscritto, legato con corde stringenti che sfumavano il sorriso.
La vita questa strana signora che si vende con tutti
ma non ricambia è una ferita profonda che trapassa il corpo.
Metterò a decantare il peccato così da gestire inopinatamente la sorte tiranna.
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Commenti (1)
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carla vercelli23 marzo 2012
Secondo me mettere "a decantare il peccato" può essere una soluzione per chi ricerca nella vita la virtù e non il piacere (a parte il fatto che c'è una tradizione filosofica che afferma che virtù e piacere siano intimamente intricati...). Trovo interessante lo scritto di questo autore che ho già letto altre volte, avrei solo spezzettato i periodi in distici, per renderli più poetici, ma forse lo stile peculiare del poeta ne avrebbe risentito...
