Momò ... lettera al figlio
Rocco Pulitanò
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Oggi il cielo, è un teatro celeste,
un palcoscenico di nuvole danzanti
si accompagnano nell'intercalare di dolci note,
sussurrate timidamente da fievoli melodie alla mia malinconia.
La mente, la mia, guida i pensieri in altri luoghi, lontani,
dove il cuore come albero interrato nel felice ricordo di un’emozione
radica l’amore per i suoi frutti ... ancora acerbi.
Su bianche pareti la mia fantasia disegna i tuoi giorni, il sogno
m’avvolge in un abbraccio mentre ad occhi aperti assaporo la tua vita,
da me ormai distante.
Quanto è curioso questo istante, sembra quasi una magia,
un varco tra le nuvole s’apre disperdendole un po’ovunque;
come spade di fuoco i primi raggi di sole
trafiggono questo pomeriggio di un'estate che si allontana
e mi danno calore.
Strana fatalità o forse forza del pensiero,
la tua immagine come un raggio di sole
all'improvviso appare nel mio piccolo schermo,
diventato ormai da tempo il custode dei miei ricordi.
il tuo nome in alto appare, clicco sopra e posso dialogare,
chiederti come stai ...
E mentre mi racconti dei tuoi studi, della tua nuova vita,
io vorrei poter capire se il cuore tuo è felice,
ma non oso per timore che svanisca questo insolito momento ...
Sentire la tua voce mi rassicura, mi rende sereno, più vicino a te.
Dalla finestra che s’affaccia sul mare, vedo nuvole specchiarsi
sopra onde vorticose che furono la gioia della tua prima infanzia.
Sulle ali del vento corrono via pare quasi un gesto d’amore;
di fronte ai miei occhi, vasta distesa d’azzurro s’apre ...
è questo per me un insolito momento
di pace ... figlio.
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L'autore
Rocco Pulitanò
Scrivere è forse il solo momento di conciliazione che riesco a concedermi quando il dolore inquina i miei sogni. Mi aiuta ad essere meno ipocrita con me stesso, se mi illudo che la sofferenza sia solo un temporaneo appannaggio della felicità. Io che ho creduto d’ingannare il tempo, di rendere le distanze solo lunghe pa
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