Lo sciaguattar dell'onde

Placida s'estende
e langue
nel sciaguattar
di miti onde all'onde
e nel rimestar
di tremuli riflessi
Fulgente pavoneggia
e culla
mitica, goliardica luna
donde imperterrita
staglia
l'altera sentinella
insigne baluardo
di gente fiera.
amante del sentor salmastro
i tratti solcati dal vento montano
e riarsi dal cocente astro
lo sguardo colmo di turchese e smeraldo
e nella mente
scolpito in eterno
il suono profondo di sirene festanti...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (2)
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Francesco Rossi24 marzo 2012
Lacrime di sale sul mio viso nel leggere questa poesia dove l'onda non si stanca di ritornare a riva. Versi intensi che per la luce che emanano imprimono pure sentori e retrogusti di infinita dolcezza.
D
Darius24 marzo 2012
Splendide noti poetiche per la propria città, per ciò che ha di meraviglioso e anche per ciò che non lo è, ma è sempre e comunque nel cuore. Splendide rime condivise, b r a v a!

