In un barattolo (Mito confezionato)
Tentando ancora musica,
nella tua scarpa perduta.
Tra la folla
e qualche vagina
di riserva.
Aspettavi vicino al cielo,
la notte ti copriva.
Scorreva un'altra poesia
e ti chiedevi
se davvero avevi il dovere.
Di scomparire,
senza continuare.
Quando ancora non sapevi
quale nome
aveva la malinconia.
Ed era una cosa calda
che ti toccava,
vernice vischiosa sull'anima.
Chiudevi soltanto un coperchio.
E adesso puoi perdonare
la sua logica ambigua.
Non devi temere,
le farfalle torneranno a primavera.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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Amara25 marzo 2012
...proprio niente male... ma secondo me le scelte di punteggiatura la penalizzano un po'...

