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Sociale 25 marzo 2012 · lettura 1 min · 3077 letture

Generalità (trompe l'oeil)

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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* mi sono perso in attenzioni programmate Attila veniva a scuola con le alabarde la prof diceva ch'erano cazzate sedeva con me all'ultimo banco e vi assicuro, non era per niente sveglio forse per quello: pericoloso ... un giorno mi voltai di scatto e colsi il suo sguardo sanguinario ma era ketchup che colava dalle merende sottratte a tutta la scuola ne addentai una ... ci misero una nota sul diario che recitava l'ave Maria ora, non ditemi ch'é tutta colpa mia che la ricreazione è già finita c'è ancora gente che continua a mangiare chi muore perché non può pagare ho visto crescere troppe generalità sparse sui marciapiedi della nostra generazione ...
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...il quinto dice: non devi rubare e forse io l'ho rispettato quotando in silenzio le tasche già gonfie di quelli che avevan rubato... e che continuano!

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Aldo Bilato
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Commenti (11)

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Rita Stanzione25 marzo 2012

"...e vi assicuro, non era per niente sveglio" spesso la mediocrità genera i mostri della società. Grandissima poesia sociale, sonda in gran stile atteggiamenti così diffusi e difficili da arginare.

Barbara Golini25 marzo 2012

è dunque così, come sostiene Prezzolini e sotolinea Bilato, c'è chi mangia e chi fa sacrifici garantendo la pancia grossa a chi si mostra e non fa altro che oziare... il nostro peccato è stato forse quello di lavorare in silenzio e sempre in silenzio rimanere nonostante aver visto le tasche piene di coloro che rubavano, di questo ora paghiamo pegno... un pensiero socio- politico espresso in versi come solo Bilato sa fare. La poesia È anche voce sociale essa deve anche deninciare. Condivido!

Laura Chiarina25 marzo 2012

Amara e vera!... e, ciò che conta, lontana dal cinismo... anche se la chiosa sembra un colpo secco... quanto un portone che sbatte, o una fucilata a salve...- Efficace e bella!

appaga lo splendore composto in versi da Maestro, costella l'evidente che ancora persiste e lo emblema in forma esaltante con simpatia che il vespro del suono poetico comporta in eleganza e stile nel suo eloquente dire...è meravigliosa e sentita POESIA... GRANDE

Clara Gismondi25 marzo 2012

Questa è una poesia che avrei voluto scrivere io... Molto elegante nonostante l'amarezza... c'è tutto quello che bisognerebbe sapere dalla vita... e la storia insegna... Ma... continueremo ad essere come siamo e nel futuro ci sarà sempre un Attila a farla da padrone... e ci sarà qualcuno come noi che farà del suo meglio... ma non è mai abbastanza. Poesia che ha molte sfaccettature... Grandissima interpretazione!

Angela Fragiacomo25 marzo 2012

ogni verso una spina nel cuore, perché li ho visti crescere anche io quelli là e li hanno visti crescere i miei genitori... ed erano pericolosi, perché profondamente ignoranti, non svegli, fatti di quella furbizia di cui alcuni italiani si vantano... che dolore e che rabbia mi procura tutto questo... e paura, quando trovo la stessa storia sui banchi di scuola di mio figlio... c'è chi ancora cresce nuove generazioni di arraffoni idioti, che pensano solo a mangiare quanto più possibile, a riempirsi tasche e pancia... e ti guardano come un'aliena se tenti un discorso di coscienza, ti schivano... ma intanto, noi che non accettiamo tutto ciò, vogliamo continuare ad ingrassare quelle pance, anemizzandoci?? l'immobilità ci macchia della stessa colpa

EnzoL25 marzo 2012

e cosa dire a questo Boato di cruda verità in versi... si dice che la mamma degli ignoranti è sempre incinta, qui il problema resta che oltre la cecità son anche pericolosi... e gli Attila flagello di Dio svolazzano da banca a banca, da conto a conto, da tasca a tasca... fregando ancor oggi le merende a tutti... e la cosa buffa e che magari si pensava, una volta, non faranno strada... faranno una brutta fine... sì in parlamento e in senato la fanno la brutta fine... la poe è scritta bene, ma il messaggio qui e universalmente parte d'ognuno di noi... oggi più che mai!!! Grande Bilato!

Stella Corrado25 marzo 2012

Bellissimo l'argomento di questa tua poesia... condivido pienamente la rabbia che contiene anche la nota! Conviene essere onesti se si soffre la fame???Conservo con molto piacere, bravo!

Fiammetta Campione25 marzo 2012

Rabbia ma soprattutto un forte senso di impotenza mi consegnano questi versi, non so se siano i sentimenti dell'autore (probabilmente si) ma sono senz'altro i miei. Ed anche senso di colpa, perché se le cose non cambiano è un po' colpa di tutti noi. L'Autore affronta un argomento scabroso e di assoluta importanza con grande bravura e sensibilità

Laura Maira25 marzo 2012

Una grande riflessione, sempre attuale e scottante, colpisce per la forza dei versi diretti e crudi. Gran bel ritmo e scritta in modo impeccabile, complimenti

Paola Galli2 aprile 2012

proprio così! sono loro, avidi dalla bocca sempre piena, mai sazi! dalla vita mediocre e la mente pure sono maghi nell'arte dell'arraffare, ...e continuano ad ingozzarsi! mai paura che gli vada di traverso!!