"il circolo"
e, in una sera tempestosa d'inverno,
in un caldo ciarliero salotto mi ritrovai
del più del meno ci scaldammo a parlare
del mondo, della vita, dell'economia, della fede,
dei figli, degli amori, e di tutto tutto quanto
v'è stato in ognuno durante il viaggio, e
trovai facce mai viste o conosciute prima,
embrioni di uomini o di persone vere,
incontrate e viste sicuramente prima,
ma al mio usare mai soppesate con giustizia;
inutilmente mi dicono di conoscermi da sempre,
nell'altra vita quella ormai trascorsa e persa,
di aver invidiato le mie glorie, amori, tesori,
di aver voluto conoscermi prima per tempo,
di aver saputo delle mie tante scorribande, e
cosi per secondi, minuti, ore interminabili
mentre volevo da lì andare subito via;
mi trattenevano le ombre, i ricordi, le donne,
gli episodi, le gite, gli amici avuti in comune,
le occasioni date per scontate e godute,
le emozioni che erano solo patrimonio mio,
le passioni che ho provato in un'altra epoca,
le disillusioni che mi hanno rovinato l'anima,
i grandi insuccessi che hanno lasciato il segno, e
scappai, scappai con il sommesso giuramento
di più non tornare in quel sito strano e vuoto,
io, ero io e non più quello che dicevano essere
all'alba del mattino della mia amorevole giovinezza;
orgoglioso, plaudente, invidiato non poco, anzi troppo
col capo chino ed il bavero del vecchio loden alzato
mi ripromisi con vigore in virtù della mia antica beltà,
di non mettere più piede, non varcar più la soglia, mai più:
di quel circolo.
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Commenti (2)
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carla composto26 marzo 2012
a volte la gente parla... senza riflettere... sentenzia giudica... senza sapere... le nostre azioni, i nostri amori e magari invidiano il nostro vissuto, non sapendo ciò che veramente la vista ci ha dato e ci ha tolto... questa lirica porta a riflessione apprezzata.
C
Claudio Toccafondi15 aprile 2012
Profonda e icastica riflessione sul vivere- non vivere, che l'utore fa scaturire da un verseggiare sciolto e molto coinvolgente. Complimenti vivissimi, SuperVinfra!!!
