Giganti dell'approdo

Va ruggendo
il cupo suono
che rimbrotta
d'ampie stive
e stantuffa rimandando
l'eco al fondo
antico approdo.
Veste calda livrea
arancio
si fa' largo tra le tolde
e le gonfie rande
al vento
...fende l'onda
prepotente
allargando i baffi a prora
e lasciando traccia
a poppa
spumeggiando
candida scia.
Verso l'alto
punta il getto
cupo espande
l'ululato
di sirene nel saluto...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
