L'Alacrità
La mediocrità più non alligna
ché dipartita s’è la nuvolaglia
dacché Aliseo di sua impronta degna
in aria con costanza la sparpaglia.
Qual sol ch’improvviso alzasi a levante
sgretola lesto quella cupa coltre
e manifesta sempre più saliente
la visuale che va in alto e pure oltre.
L’equanimità sì tant’invocata
ch’eternamente si credea perduta
essere d’intelletto ha riscovata
e di sua mano ognuno l’ha riavuta.
In tal vivente sveglio, nobile e lesto
che di dolcezza colma ogni suo gesto
parmi vedere rondinella mastra
che costruisce il suo nido da maestra.
Questi s’affanna, vola, becca, impasta
e d’architetto la casa costruisce.
Indi giace: Altra non ha conquista
giacché suo oprar’esperto lì finisce.
L’altro, il volitivo, nel fare sfonda
e pria ch’abbia chiuso nuova n’inventa,
sagacemente in mente d’altri affonda
solerte il pensier suo ch’altrui diventa.
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
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