Sangue di marzo

ancora una volta tornare e trovare
senza far rumore i miei passi a guardare lontano
se solo potessi rinascere
sarei nuovamente fiore di campo tra la brina della primavera
di marzo il sangue tra le vene a lasciare tracce impercettibili
le mie dita a tessere la tela del ritorno da fare e disfare
sempre a sperare che giri la ruota del destino una vela nera controvento
e mari a percorrere l’ amore nonostante le domande prive di senso
un altro giorno se ne va con il suo carico di sangue e sudore
sono fuori dal confine di questa realtà
dal limite invalicabile di ogni schema mentale
posso ancora scendere e salire alla ricerca del mio paradiso privato
decidere di vivere tra le parole, piccole gocce di saliva da dire e ridire
e bruciare la lingua il palato l’incavo del collo
inconsolabilmente la mia bocca a baciare il vento
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L'autore
Eirene
"Così breve é il nostro Cammino in questo sogno. Il mondo di una rosa. Ma noi lo rendiamo Immenso Con soste di lunghi dolci baci Sulle foglie aperte." (XV sec.a.C.)
Commenti (1)
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Francesco Rossi31 marzo 2012
Come se Eirene in questa sua composizione getta l'anima straziata nell'azzurro del cielo per farla risorgere di qull'ansare antico.

