Costretto addio
rita iacobone
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Stride col mio dolore,
della natura,
il trionfo della primavera,
per un sentiero
t'accompagno
alla diversa dimora.
Tacito il dolore che
in me incide,
d'insolite lacrime
mai avrei pensato
veder scendere
sul decano volto
di madre.
La fossa che oggi t'accoglie
è di bianche margherite
orlata,
lo sguardo e lacrime
su di esse cadono,
par mi dicano...
qui tra noi, pace troverà...
Mani tremanti le mie,
congiunte nella preghiera,
stringono l'inizio e fine
d'un effetto mio.
Poco è il tempo a te
accordato
da un corso avverso,
a me, roccia ferma,
la sorte
d'un lamento doglioso
indelebile nel tempo.
©
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L'autore
rita iacobone
Chi sono non saprei, da sempre sono alla ricerca di me stessa, cambiando in continuazione come un caleidoscopio. Vivo ogni sensazione intensamente col cuore e così a volte mi esalto altre mi deprimo. E' da questo stato d'animo che nasce da tanto tempo il desiderio di salvare pensieri tra parole di poesia. Tutti quei mo
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