Battigia
La battigia nel suo moto perpetuo bagnava di ricordi le mie vestigia.
La musica celestiale del baluginio delle stelle suonava con infinita grazia.
Io percorso attempato delle mie illusioni, mistico incantatore di sogni e cognizioni,
esercitavo la mia volontà nella temperanza e nel dogmatismo delle sante abluzioni.
L’adolescenza di pensieri vergini si commisurava alla nascita dei miti.
Culto pragmatico delle esternazioni nella roccia scalfiti.
Noi vivevamo d’empatia e assoluzioni,
canto di fede che si ripete nelle confessioni.
Anelare alla magnificenza della natura resta un segno del destino.
Comprendere il silenzio nei suoi mille decaloghi è opera di cervello fino.
Così lasciando nelle mie segrete gli inappagati progetti continuo a invecchiare nel vento.
Le mie risorse del cuore si aprono come corolle a vanificare il tormento.
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