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Morte 2 aprile 2012 · lettura 1 min · 2844 letture

Niente sepolcri

Idalgo Visconti 294 poesie pubblicate
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Ormai è deciso mi voglio far cremare Chiedo che al mar io possa ritornare In quell'elemento eternamente vivo azzurro e profumato prego d'esser mescolato Solo così, potrà continuare il mio spirito a fiammeggiare Questo domando, dopo che al cimitero in visita sono stato greve l'atmosfera pure l'aria, appariva nera A quella vista, il freddo entrava nelle ossa guardando in terra, quella fossa Dove l'estinto stava rintuzzato Triste tutto quanto intorno a quel sacello Nel cuor nasceva un fardello gli occhi, si ricoprivano di un manto Non sono avvezzo ma era pianto Si dice la morte è solo un passaggio Allora chiedo, non mi seppellite non mi mettete terra addosso lasciatemi libero in groppa ad un delfino non vi preoccupate di quale sarà il mio destino
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L'autore
Idalgo Visconti

“L’universo é mutamento: la nostra vita é come la creano i nostri pensieri.” “Non si può scegliere il modo di morire. O il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.”

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Commenti (9)

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C

un bel testamento desiderare che le proprie ceneri si congiungano col mare, i cimiteri mettono tristezza, anche se penso che una volta che si è morti poco importa dove si viene seppelliti, l'importante che si voli in cielo, godendo della divina rosa, complimenti, apprezzatissima

carla composto3 aprile 2012

libero dopo la morte in groppa ad un delfino... per i mare ...senza costrizioni senza terra addosso meravigliosa lirica ... molto apprezzata...

S
Sadness3 aprile 2012

grande e felicissima questa idea dell'autore ... bella composizione, rende il passaggio a nuova vita simpatico sdrammatizzando un po\' l'aspetto nero che è la morte, condivisa e molto apprezzata.

Patrizia Ensoli3 aprile 2012

Andare incontro al dopo, in groppa ad un delfino libero finalmente da costrizioni terrene poesia intensa dove l'autore, esprime un desiderio e accogliendo il trapasso, come l'occasione di libertà Condivisa

Garbofania3 aprile 2012

Trovo agghiaccianti e terribilmente tristi, ammantati di una greve consapevolezza, questi Versi, meravigliosamente terreni, senza voli fasulli in cieli inesistenti. Suonerà la campana e noi, inevitabilmente, ci saremo.

Donatella Pezzino3 aprile 2012

Condivido il senso di angoscia che si prova al pensiero di quell'atmosfera greve che pesa sul cuore come un cumulo di terra opprimente. L'autore rende magistralmente il contrasto fra questa grevità e il senso di libertà di quelle ceneri disperse in mare. Lirica incisiva e ben scritta, piaciuta moltissimo.

Raffaele De Masi12 aprile 2012

La cremazione... a mio parere è il più puro dei sacramenti. Adoro immaginare il mio corpo senz'anima consumarsi nelle fiamme, e regalare la mia cenere all'aria, affinché lo spirito che mai più ospiterà, si purifichi eternamente. La sepoltura è una prigione per i morti, e i fuochi fatui rappresentano l'agonia. Quest'opera la sento parte dei miei pensieri... mi complimento Idalgo, davvero notevole.

Nicolina Macari6 ottobre 2012

Trovo la chiusa di una profondità unica, apprezzata tutta la poesia che condivido pienamente.

Berta Biagini19 ottobre 2012

Sicuramente non si può dare torto all’autore in questo suo desiderio – non per nulla sempre di più oggi questo avviene – colpita da parole che forse non tutti possono apprezzare, visto di come ormai siamo aggrappati a certi “valori”. E’ sempre bene comunque lasciare scritto ogni nostro “capriccio” onde averne la sicurezza.