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Sociale 3 aprile 2012 · lettura 2 min · 4685 letture

Della memoria (un monito, una voce che sale alle coscienze)

Anna62 196 poesie pubblicate
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Della memoria! E quante volte ancora morirò nel forno crematorio della barbarie? Ricordo: bruciai vivo su una panchina dei pubblici giardini, ma mi uccise di più il ghigno di quei tre balordi la cui vita avevano a noia, mentre io di speranze vivevo Della memoria si! Ma per quanto ancora lavorerò sotto il sole cocente, nell'assordante, omertoso silenzio delle campagne, sottostando ai soprusi del caporalato? Sotto un tendone, per interminabili e mal pagate ore l'acinellatura a render più bello il grappolo, ma il mio cuore non resse alla calura Della memoria certo! Poi, quante volte ancora sarò fatta mercè d'altrui piacere? Consumai i miei tacchi su freddi marciapiedi e neppure la luce di un lampione, solo lacrime silenziose nella breve morte di ogni notte Io che a sedici anni avrei voluto correre libera e felice verso i prati della vita Della memoria già! Ma ancora c’è chi dà la morte nel nome di un dio altresì chi muore cercando di raggiungere la riva Tuttora, troppi bambini, nel mondo, immolano l’infanzia alle ragioni della guerra imbracciando un mitra Accendete pure le candele mettetele in bella mostra sui vostri davanzali lavatevi la coscienza con fiumi di parole Ma io sono qui a dirvi che fin quando, anche un solo uomo, morirà discriminato io non troverò pace Della memoria! Della memoria! Della memoria! Vuota eco, insulto alla memoria!
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La memoria sempre, ma che diventi impegno per insegnare
ai giovani a comprendere (prendere in sè) le diversità e arricchirsene.
Fino a quando uno solo di quei fatti, sopra elencati, si consumerà
nell’indifferenza e quindi nella mancata indignazione, la memoria sarà sterile commemorazione27 gennaio 2016
L'autore
Anna62
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Commenti (7)

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Bella, profonda, toccante. L'autore mette in risalto il senso che dovrebbe avere la commemorazione di un evento storico che fa ed ha fatto sempre riflettere, che si ripete ancora oggi, in modo naturalmente diverso, da cui si è appreso poco o forse nulla, visto che ancora oggi molti esseri umani vengono sacrificati per motivi politici e religiosi. Egli fa appello ad una memoria che non passi nell'indifferenza, non legata solo a quel giorno, ma ad una memoria che porti frutti di cambiamento, nel pieno rispetto della libertà di ogni uomo di appartenere ad un popolo, così che il mondo possa camminare e vivere nell'amore Universale.

Aldo Bilato3 aprile 2012

esatto!... quando la poesia ha la capacità di accalappiarci diventa universale... e questa mia lettura (perché diventa anche mia) lo è!...

a
aspide3 aprile 2012

Niente ho da eccepire sul valore "poetico" dell'elaborato, che è un grido di ribellione, comune però a tanti autori che spesso ne profittano per ottenere consensi. Troppo facile dichiararsi amici e vessilliferi della giustizia, del rispetto, contro ogni sopruso e contro ogni sopraffazione. E chi di noi non griderà subito: anche io lo sono! Forse chi veramente lotta per la giustizia lo fa sul campo di battaglia, a proprio rischio e proprie spese, e non ha forse il tempo e modo di scrivere, seduto in poltrona nel proprio salotto, un inno contro l'ingiustizia. Non si offenda l'Autrice di questo giudizio, che entra in una valutazione morale, senza assolutamente voler inficiare il valore della sua poesia, che pur pecca di carenza di originalità.

Bruno Leopardi4 aprile 2012

Profonda e di grande spessore. Credo che per giocoforza rispecchi la sensibilità della scrittrice. Lo credo a pelle, dalle sue espressioni, dall'intrecciarsi di versi semplicemente taglienti quanto sofferti. Non poteva esprimere meglio di così l'emotività coinvolgente e la grande angoscia, per le brutture elencate. E la tua pace, permetto dirti non arriverà mai, purtroppo perché, parli di uomini...

Salvatore Testa4 aprile 2012

Versi di spessore e profondi, che apprezzo molto nel contenuto anche per la sua originalità. Uno scritto che fa riflettere molto il lettore, e questo anche per la bravura poetica dell'autrice, ma questa non si evince solo in questa poesia ma su tutte le altre poesie che finora ha qui pubblicato.

Carla Colombo6 ottobre 2013

proprio così, mi unisco a te nello sdegno, grande impatto e contenuto e la reiterazione del verso "Della memoria" conferisce il tono profondo di un pugno allo stomaco... ma quanto pugni bisogna ancora prendere per cominciare a fare qualcosa? 300 come i morti a Lampedusa? cosa possiamo fare noi piccoli esseri che soffrono della sofferenza altrui ma con impotente incapacità...

Sara Acireale23 ottobre 2013

Bella e originale poesia. Nessuno può giudicare l'operato di una persona senza conoscerla, senza entrare nella sua anima. Per mia esperienza posso dire che chi scrive poesie sul sociale è perché si INTERESSA di questi problemi. Lirica vera che è un grido di ribellione contro tutte le ingiustizie e i soprusi... Penso sinceramente che la poesia deve essere anche denuncia, deve servire per svegliare coscienze addormentate, entrare nel cuore dei lettori, lanciare un messaggio...