Preghiere
Le mie lunghe preghiere esorcizzavano l’agonia del silenzio.
La vita scorreva nomade negli altipiani freddi della follia.
Un fiore spuntato dalla terra rischiarato dalla magia del Sole
muoveva dentro di me l’armonia spesso latitante.
Il giogo dell’esistente sibilava nelle notti buie il latrare dei cani.
Affrancato alla cultura dell’alterigia rovinavo negli altrui discorsi.
Concimato dalla invisa sorte prevaricavo i sogni con la morte.
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Commenti (1)
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Arcangelo Galante3 aprile 2012
Interessanti riflessioni spirituali ed introspettive che l'autore affronta come un monologo interiore come fosse una lista di valori esistenziali, davvero significativi. Ho apprezzato con sincero piacere il testo perché affronta argomenti vari in maniera, non solo descrittiva e poetica, ma profondamente personale.
