Cilicio
Passi incerti nelle memorie sbiadite solcati da condotte irriverenti.
Muse gioiose che coltvano le Arti fuori dai protocolli.
Le gesta degli uomini a riaccendere vibranti passioni.
L’amore che si concedeva nelle alcove dilette.
Un fuoco bruciava dentro i villi del cuore.
I sensi maliardi si concedevano al piacere.
Ripetuti orgasmi dell’anima bagnavano il corpo di calda rugiada.
E nell’apoteosi dei sogni redivivo si inebriava l’azzurro del Cielo.
Fonte di suggestioni e veloci accadimenti la mente frustava con il suo cilicio.
Un’ombra battuta dal vento mi riconsegnava l’inedia.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi4 aprile 2012
Si assapora quel sentore medioevale che riproposto con naturalezza e consapevolezza assume i connotati di una ricerca e infine una affermazione della coscienza al di la di tutto.
