Hai pianto una volta sola
elena rapisa
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All'avanzar della tenebra si unì
l'ansito di un frenato pianto.
Non sanno piangere gli uomini,
a loro non fu insegnato.
Quei singhiozzi trattenuti a stento
nel vibrar del petto scarno
il tremore
delle spalle incurvate
dolenti anch'esse.
mi cinsero come ferita.
Le braccia tese a cercarti,
a tenerti riposto,
le labbra a bere le tue gocce saline
sconsolate e desuete.
Tu,
che non con altro t'era dato riferire
l'attesa di quei giorni esausti
che c'attendevano avari,
eppur se brevi
ancora li vedemmo scorrere compiuti,
dilatare gli anni vissuti.
Poi
quel bianco telo a coprirti gli occhi
per assuefarci entrambi
al non vederci.
Quando ti stringo
col cuore, ora
a volte ti sorrido,
ma è solo uno stirar di labbra
e tu non piangi più
perché un uomo no'l fa
se non quando
dice addio unendosi alle tenebre.
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli5 aprile 2012
Lirica intensa e di grande profondità versi che, emozionano scritti con stile e eleganza tema difficile, composto magnificamente Ottima

